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Sardiniae brevis historia et descriptio : De sardorum lingua / Sigismondo Arquer [pagina 249]

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Pagina 249 della prima edizione latina della Cosmographia di Sebastian Münster, pubblicata a Basilea da Heinrich Petri nel marzo 1550.

 

Dati bibliografici fondamentali

  • Autore: MÜNSTER, Sebastian (1488–1552)
  • Titolo: Cosmographiae universalis Lib. VI. in quibus, iuxta certioris fidei scriptorum traditionem describuntur, omnium habitabilis orbis partium situs propriaeque dotes. Regionum topographicae effigies. Terrae ingenia, quibus fit ut tam differentes & varias specie res, & animatas & inanimatas, ferat. Animalium peregrinorum naturae & picturae. Nobiliorum civitatum icones & descriptiones. Regnorum initia, incrementa & translationes. Omnium gentium mores, leges, religio, res gestae, mutationes: item regum & principum genealogiae.
  • Luogo: Basilea
  • Stampatore: Heinrich Petri
  • Data: marzo 1550
  • Lingua: latino
  • Formato: in-folio (2º)
  • Collazione: [12] carte, 14 tavole doppie, pp. 1–474, [3] carte, pp. 475–480, [3] carte, pp. 481–1162, [1] carta finale. (e-rara)
  • VD16: M 6714
  • Esemplare digitalizzato: Bayerische Staatsbibliothek, Monaco, segnatura Hbks/E 4
  • BSB-ID: 991088684369707356. (digitale-sammlungen.de)

Esemplare digitalizzato della BSB – Cosmographiae universalis, 1550 (ricercare la pag interna n. 332 e 333 del file digitalizzato)

 

Questa è la pagina 249 del Libro II della Cosmographia. Nella prima edizione latina del 1550 il testo di Arquer occupa le pp. 242–250 secondo la numerazione complessiva dell’edizione.

La pagina 249, quindi, si trova alla fine della Sardiniae brevis historia e contiene il capitolo preliminare De Sardorum lingua, seguito dal Pater noster nelle due varietà linguistiche descritte da Arquer.

La pubblicazione della Sardiniae brevis historia et descriptio nella Cosmographia del 1550 rappresenta  la prima pubblicazione a stampa dell’opera di Arquer, accompagnata dalla celebre carta Sardinia insula. (istar.oristano.it)

La stessa carta della Sardegna viene pubblicata per la prima volta proprio nel 1550, nelle edizioni tedesca e latina della Cosmographia. (Biblioteca Digitale della Sardegna)


Una precisazione importante sulla data

Il 1550 non è semplicemente una delle prime edizioni latine: questa è la prima edizione latina della Cosmographia universalis e, secondo la descrizione bibliografica dell’esemplare, è anche l’ultima edizione alla cui redazione partecipò direttamente Sebastian Münster. (Venator & Hanstein)

La stampa fu effettuata a Basilea da Heinrich Petri e il colophon reca: Basileae apud Henrichum Petri, mense Martio anno salutis M.D.L.

cioè: Basilea, presso Heinrich Petri, nel mese di marzo dell’anno della salvezza 1550. (e-rara)

Una fonte bibliografica specializzata colloca infatti la produzione della prima edizione latina fra gennaio e marzo 1550, con Petri come stampatore. (urus.uw.edu.pl)


La pagina documenta una delle prime testimonianze a stampa della lingua sarda.

Arquer scrive:

 

1. Trascrizione del testo latino

DE SARDORUM LINGUA

Habuerunt quidem Sardi olim linguam propriam, sed quum diversi populi immigraverint in eam atque ab exteris principibus eius imperium usurpatum fuerit (nempe Latinis, Pisanis, Genuensibus, Hispanis et Afris), corrupta fuit multum lingua eorum, relictis tamen plurimis vocabulis, quae in nullo inveniuntur idiomate. Latini sermonis adhuc multa tenet vocabula, praesertim in Barbariae montibus, ubi Romanorum imperatores militum habebant praesidia, ut l. II c. de officio praefecti praetorio Africae. Hinc est quod Sardi in diversis locis tam diverse loquuntur, iuxta quod tam varium habuerunt imperium, etiamsi ipsi mutuo sese recte intelligant.

Sunt autem duae praecipuae in ea insula linguae, una qua utuntur in civitatibus et altera qua extra civitates: oppidani loquuntur fere lingua Hispanica, Tarraconensi seu Catalana, quam didicerunt ab Hispanis, qui plerumque magistratum in eisdem gerunt civitatibus; alii vero genuinam retinent Sardorum linguam. En habes utriusque linguae discrimen in Dominica oratione.

2. Traduzione italiana

Della lingua dei Sardi

Un tempo i Sardi ebbero certamente una lingua propria; ma, poiché diversi popoli immigrarono nell’isola e il suo dominio fu usurpato da sovrani stranieri — vale a dire dai Latini, dai Pisani, dai Genovesi, dagli Spagnoli e dagli Africani — la loro lingua fu molto corrotta, pur rimanendo numerosi vocaboli che non si ritrovano in alcun altro idioma.

Essa conserva ancora molti vocaboli della lingua latina, soprattutto nelle montagne della Barbagia, dove gli imperatori romani tenevano presidi militari, come si legge nel libro II, capitolo [relativo] all’ufficio del prefetto del pretorio d’Africa.

Da ciò deriva che i Sardi parlano in maniera tanto diversa nei vari luoghi, in relazione alle diverse dominazioni che ebbero; e tuttavia essi riescono a comprendersi perfettamente gli uni con gli altri.

Vi sono poi nell’isola due lingue principali: una che viene usata nelle città e un’altra al di fuori delle città. Gli abitanti delle città parlano per lo più la lingua spagnola, tarragonese o catalana, che hanno appreso dagli Spagnoli, i quali generalmente ricoprono le magistrature nelle stesse città; gli altri, invece, conservano la genuina lingua dei Sardi.

Ecco qui la differenza fra le due lingue nell’orazione domenicale [il Padre nostro].

3. Il «Padre nostro» in tre lingue

Questa è forse la parte più importante dal punto di vista linguistico della pagina. Arquer mette a confronto:

  1. latino;
  2. lingua catalana/tarragonese delle città;
  3. sardo, definito significativamente da Arquer «genuinam Sardorum linguam», cioè «la genuina lingua dei Sardi».

La disposizione originale è parallela.

Latino

Pater noster qui es in coelis,
sanctificetur nomen tuum.
Adveniat regnum tuum,
fiat voluntas tua, sicut in coelo et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie,
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris,
et ne nos inducas in tentationem,
sed libera nos a malo,
quia tuum est regnum, gloria et imperium
in secula seculorum. Amen.

Catalano/tarragonese

Pare nostre che ses en los cels,
sia santificat lo nom teu.
Venga lo regne teu,
fasase la voluntat tua,
axicom en lo cel i en la terra.
Lo pa nostre cotidia dona a nosaltres hui,
i dexia a nosaltres los deutes nostres,
axicom i nosaltres dexiam als deutors nostres,
i no nos induescas en la tentatio,
mas liura nos del mal,
perche teu es lo regne, la gloria i lo imperii,
en los sigles de les sigles. Amen.

Sardo

Babu nostru sughale ses in sos chelus,
santu siada su nomine tuo.
Bengiad su rennu tuo,
faciadsi sa voluntade tua,
comenti in chelo et in sa terra.
Su pane nostru dogniedie dona a nosatoros hoæ,
et lassa a nosateros is debitus nostrus,
comente e nosateros lassaos a is debitores nostrus,
e no nos portis in sa tentatione,
impero libera nos da su male,
poiteo tuo esti su rennu, sa gloria e su imperiu,
in sos seculos de sos seculos. Amen.

Particolare importante è che nella pagina Arquer non si limita a parlare della lingua sarda, ma ne offre una testimonianza concreta, attraverso il Pater noster. È dunque una fonte primaria cinquecentesca per la storia linguistica della Sardegna.

Scheda bibliografica e digitalizzazione e-rara.ch dell’esemplare del 1550 (ricercare la pag interna n. 355 del file digitalizzato)

Münster, Sebastian. Cosmographiae universalis Lib. VI… / autore Sebastiano Munstero. – Basileae : apud Henrichum Petri, mense Martio, 1550. – [12] c., 1162 p., tav., ill. ; fol.
Contiene nel libro II la Sardiniae brevis historia et descriptio di Sigismondo Arquer, con la sezione De Sardorum lingua (p. 249) e la prima testimonianza a stampa del Pater noster in lingua sarda.
VD16 M 6714.

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